VENEZIA (30 aprile) – «Gli operai tedeschi pagheranno la pensione di quelli greci. Così come veneti, lombardi ed emiliani lavorano di più, e da sempre, per sostenere la spesa pubblica delle regioni meridionali: il Paese, senza il federalismo, non può permettersi che una Regione fallisca». È il presidente del Veneto, il leghista Luca Zaia, a tracciare il parallelo tra i conti della Grecia e quelli delle regioni del Mezzogiorno. «Senza le riforme necessarie, senza il federalismo fiscale – prosegue Zaia -, gli sprechi campani o calabresi continueremo a pagarli noi. Ed è invece giunto il momento che ciascuno si assuma le proprie responsabilità davanti ai cittadini, come continua a dire il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano».

Zaia ricorda poi alcuni dati sulla fiscalità delle regioni: «Ogni anno almeno 50 miliardi di euro partono da Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, le regioni più virtuose, diretti al Sud Italia. Si tratta dell’85% del totale dei trasferimenti Nord-Sud». Il Veneto, da solo, sottolinea il presidente leghista, spende annualmente «non meno di dieci miliardi di euro per coprire i disavanzi nei bilanci delle regioni del Mezzogiorno. Risorse che, con il federalismo – rileva Zaia -, potranno essere destinate a migliorare la vita dei veneti e di tutti coloro che responsabilmente, attraverso il loro lavoro, pretendono servizi pubblici adeguati».

«Il tasso di spreco medio, che al Nord resta sotto il 15% – insiste Zaia – cresce al Sud e nelle Isole fino ad arrivare al 50% in Sicilia, Calabria, Basilicata e Sardegna. E il divario fra Nord e Sud riguarda solo la produzione, cioè il lavoro, non invece i consumi o i tenori di vita. Tutto ciò è inaccettabile e rende improcrastinabili le riforme per le quali gli elettori hanno premiato il centrodestra alle ultime elezioni regionali. Continuare a pagare certa malagestione della cosa pubblica nel Mezzogiorno – conclude – è ingiusto e intollerabile per il Nord e un’ipoteca grave per lo sviluppo del Sud del Paese. La Grecia ci sta impartendo in queste ore una lezione che abbiamo il dovere di imparare».