MILANO – Lele Mora «è in una situazione di allarme, perché sta male, ha la pressione molto alta che alza il rischio di ischemia». Lo spiegano gli avvocati Luca Giuliante e Nicola Avanzi, legali dell’impresario dei vip, finito in carcere più di tre mesi fa per bancarotta, che ieri ha avuto un collasso nel penitenziario di Opera ed è stato ricoverato all’ospedale San Paolo di Milano, dove ha trascorso la notte e dove si trova tuttora.

I legali stanno preparando una memoria da inoltrare ai pm di Milano Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, titolari dell’inchiesta sul crac della Lm Management, e al gip Fabio Antezza per chiedere che acconsentano di «far entrare i nostri medici in ospedale, perchè non l’hanno ancora fatto».

Sia il gip che il Riesame, nelle scorse settimane, avevano rigettato la richiesta di domiciliari motivando la “bocciatura” con il pericolo di fuga. Poi il giudice Antezza aveva stabilito che le condizioni di Mora sono compatibili col carcere. Ieri, come hanno spiegato i legali, è arrivato il «collasso, l’ennesimo perché ne ha già avuti molti altri».

I difensori hanno chiarito che a quel punto i medici di Opera hanno deciso il trasferimento in ospedale «dove Mora, che soffre di diabete e ipertensione, può essere seguito meglio che al centro clinico del carcere, perchè ha la pressione minima a 120 che alza per lui il rischio di una ischemia». In più, l’impresario, concludono i legali, «continua a perdere peso velocemente, ha perso già 24 kg».

I pm di Milano, Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, hanno dato l’ok a fare entrare all’ospedale San Paolo i medici indicati dai difensori dell’impresario dei vip Lele Mora, che ieri ha avuto un collasso nel carcere di Opera, dove è detenuto da oltre 3 mesi, ed è stato ricoverato. La difesa dell’agente dei vip, infatti, ha scritto stamani ai pm per chiedergli di poter far visitare Mora da propri medici ‘di fiducià, perché, a detta dei difensori, «sta male e le condizioni potrebbero peggiorare».

I magistrati hanno acconsentito anche all’acquisizione delle cartelle cliniche. I pm avevano dato l’ok, nei giorni scorsi, anche all’ingresso di medici, sempre ‘di fiducià, in carcere, dopo che il gip aveva stabilito che le condizioni di Mora sono comunque compatibili con la detenzione. Mentre i difensori lamentano il fatto che i magistrati non stanno facendo le giuste valutazioni sullo stato di salute di Mora, che per loro è incompatibile con il carcere, da quanto risulta, però, i legali non hanno mai avanzato una richiesta esplicita di perizia per stabilire, dopo approfonditi accertamenti, le condizioni dell’impresario. Intanto, dal punto di vista delle indagini (anche Emilio Fede è indagato per concorso in bancarotta) i pm potrebbero presto chiedere il giudizio immediato per il talent scout.

Venerdì 30 Settembre 2011 – 18:05 Ultimo aggiornamento: Martedì 04 Ottobre – 17:48