Economia e Lavoro

Un passo improvviso e inaspettato. Usando gli strumenti della legge fallimentare Reggio Emilia Fiere ha depositato un ricorso al Tribunale di Reggio per mettere uno stop alle azioni esecutive o cautelari sul suo patrimonio da parte dei creditori. Ha presentato un piano di ristrutturazione del debito e di risanamento aziendale sul quale si dovrà pronunciare il tribunale fissando un termine fra i 60 e i 120 giorni per consentire le trattative con le banche senza il timore di aggressioni al patrimonio. La società che gestisce le attività fieristiche ed è proprietaria anche degli immobili, dopo l’unificazione di Siper e Sofiser avvenuta un anno fa, negli ultimi tempi è stata infatti bersaglio di decreti ingiuntivi richiesti da alcuni fornitori non pagati.

Da qui la decisione inattesa del consiglio d’amministrazione eletto nel giugno scorso, di cui è presidente l’imprendistrice Lisa Ferrarini. E’ stato predisposto un piano di risanamento affidato all’avvocato Giorgio Barbieri e al commercialista Alberto Peroni. Un piano già presentato agli istituti di credito, ai quali sarà richiesta l’erogazione di nuove risorse finanziarie e un allungamento delle scadenze dei crediti pregressi. Il pacchetto azionario di Reggio Emilia Fiere è per circa il 66% di enti pubblici, Camera di Commercio, Comune e Provincia, per la parte restante delle banche Bper, Unicredit, Monte dei Paschi, Credem e S. Geminiano.

L’assenza di liquidità emerge dai dati del bilancio 2011: 14 milioni di euro di debiti a breve, a fronte di 22 milioni di euro di patrimonio e di ricavi per 3,8 milioni. Da qui i problemi di cassa. Gli amministratori di Reggio Emilia Fiere garantiscono, comunque che i crediti saranno pagati, o con accordi diretti o tramite il piano definito dal Tribunale. E l’attività fieristica continuerà secondo il calendario prefissato, puntando anche ad accordi con altre realtà, come l’Expo 2015 grazie all’imminente apertura della stazione mediopadana. Per la parte immobiliare saranno completate le opere previste nella zona industriale di Corte Tegge, a Fora di Cavola e a Mancasale.