, e a tutte le professioni cosiddette di aiuto,

sono le vittime preferite degli

stalker , parola che in inglese significa

cacciatore di soppiatto

. La tipologia della patologia e l’identikit delle vittime è stato tratteggiato nel convegno della Società italiana di psichiatria su “Psichiatria e mass media”, relazione che per la prima volta non vede i giornalisti sotto accusa. L’attenzione dei giornali sui fatti di questo tipo, ha infatti spiegato Curci, hanno fatto sì che nei paesi anglosassoni i legislatori intervenissero a difesa delle vittime con disposizioni che prevedono anche il carcere, proprio per evitare che si possa arrivare a casi limite come le aggressioni fisiche e gli omicidi.

I dati italiani confermano quelli statunitensi e australiani. Oltre il 12% di chi svolge queste professioni ha subito qualche genere di molestia. Ma le vittime preferite rimangono le donne: il 12 per cento circa della popolazione femminile, secondo i dati americani, viene perseguitata almeno una volta nella propria vita, con telefonate, appostamenti sotto casa, corteggiamenti insistenti e indesiderati. Ma spesso l’ossessione non si ferma qui: frequentemente infatti si verifica qualche scontro più diretto, al limite dell’aggressione che fortunatamente rimane un fatto raro.

Difendersi non è facile

; spesso il molestato non presenta denunce nel dubbio di aver sbagliato qualcosa nel rapporto con il proprio persecutore, ma se la vittima è un personaggio noto può accadere di non conoscerne l’identità.

La molestia può anche spostarsi sulle persone che vivono accanto alla vittima

. Segretarie, fidanzate o fidanzati, possono subire infatti pressioni da fastidiosi appostamenti o telefonate anonime, quando non ci sono fatti più gravi. Il gruppo di studio, ha aggiunto Gianmarco Galeazzi, uno dei ricercatori di Modena, ha intenzione di proseguire il lavoro, per meglio tratteggiare l’identikit di chi è più a rischio e comprendere questa patologia che viene poco considerata anche dal codice penale. Per questo l’università di Modena chiederà alla Comunità Europea un finanziamento per una ricerca sulla violenza alle donne che rimangono, appunto, gli obiettivi preferiti dei molestatori ossessivi.

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