Rc-auto: meno risarcimenti per bloccare i premi

MILANO — Un modo per cancellare il «grande paradosso» del mercato dell’Rc-Auto, dove perdono sia gli assicuratori sia gli assicurati, c’è. Non il blocco delle tariffe in vigore dallo scorso marzo (che costerà alle compagnie 2.700 miliardi che portano a 6.000 la perdita stimata aggiungendo il saldo tecnico negativo per 3.300 miliardi) ma una serie di misure che agiscano sui «fattori strutturali» del costo-sinistri.

Dalle frodi alla generosità con cui si risarciscono i colpi di frusta che «crescono proporzionalmente ai viaggi degli italiani nei tropici» perchè — è la battuta di Alfonso Desiata, presidente dell’Ania (l’associazione di categoria delle compagnie) — con 7,5 milioni di risarcimento si va una settimana alle Maldive…

Battute a parte, le misure proposte dall’Ania, e messe sul tavolo di concertazione con governo e consumatori, sono cinque: riduzione del numero degli incidenti attraverso la sicurezza stradale, disciplina legislativa sul risarcimento dei danni alla persona, contenimento dei costi di riparazione dei veicoli, lotta alle frodi e attivazione di procedure di conciliazione. Dato che «nessuno fa miracoli e di notte non si stampano monete», ha avvertito Desiata, bisogna «contenere i risarcimenti: solo così si bloccano i premi».

Premi che dal ’94 a oggi sono rincarati del 52,8% ma rispetto a un più 57,4% del costo sinistri.

Illustrando i cinque «obiettivi prioritari» da raggiungere (primo fra tutti la sicurezza stradale da aumentare fra l’altro inasprendo le multe per il mancato uso di cinture e caschi), Desiata ha detto di sperare che le proposte del governo in materia di lesioni di lieve entità vengano approvate dal Parlamento «con procedura d’urgenza». L’Italia, ha sottolineato, è il paese europeo con più alta frequenza di sinistri (12,1 ogni 100 veicoli contro gli 8 della Germania e i 6,7 della Francia) e con maggiore incidenza di lesioni alle persone (17,3 contro rispettivamente 11,1 e 8,7). E anche con i più alti risarcimenti per microlesioni (10,7 milioni per il colpo di frustra di una segretaria 32enne contro i 5,6 della Francia e i 4,1 della Germania).

Per contenere i costi di riparazione, servono competizione sui pezzi di ricambio e superamento del principio nominalistico (quindi non più libertà di scelta del carrozziere ma officine convenzionate).

Infine, Desiata ha chiesto di «affrontare con severità la lotta alle frodi» trasformandole in un reato perseguibile d’ufficio.

Achille Perego