Cronaca

Ha chiesto di essere interrogata in procura la donna di 45 anni della Val d’Enza, accusata di aver costretto la figlia minorenne a prostituirsi. Per questo l’udienza preliminare, in tribunale a Bologna, è stata rinviata. Il 18 aprile, il giudice deciderà anche se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei confronti del commerciante di 50 anni: l’uomo deve difendersi dall’accusa di aver avuto almeno una decina di rapporti a pagamento con la minore.

Continuano le indagini a carico dei 50 presunti clienti che facevano parte del giro di prostituzione gestito dalla 45enne: persone insospettabili, di diversa età e di diversa estrazione sociale, da operai ad imprenditori. Ma ci sono due figure che si sono costituite parte civile: l’unione dei comuni della Val d’Enza e la stessa ragazzina, protagonista suo malgrado di una vicenda terribile che si è trascinata per più di un anno.

La giovane oggi è maggiorenne e vive in un luogo protetto. Sta cercando di ricostruirsi una vita. Quando tutto ha avuto inizio nel 2012, aveva 15 anni e mezzo e obbediva ossequiosamente a quello che la mamma le diceva di fare. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il contatto con i clienti avveniva attraverso l’annuncio pubblicato su un giornale locale. Era poi la donna che organizzava gli incontri della ragazzina, nelle case o nelle auto. La tariffa andava dai 50 ai 200 euro. Una vicenda squallida che a metà 2013 è arrivata ai servizi sociali.

La 45enne è stata denunciata dai carabinieri per sfruttamento della prostituzione minorile. Attraverso il suo legale, ha negato ogni accusa. Per il commerciante, difeso dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, l’ipotesi di reato è atti sessuali a pagamento continuati con una minorenne. Non ha contestato gli addebiti e in fase di indagine ha spontaneamente fornito una dettagliata descrizione dei fatti. La posizione dei presunti clienti è meno grave: una ventina sono gli indagati, accusati di aver avuto con la minore incontri sporadici.

Ci sono poi come dicevamo le due parti civili, tutelate dall’avvocato Marco Scarpati: la ragazza e l’Unione dei comuni della Val d’Enza, che ha tra le sue competenze la tutela dei minori.