PARLA UN MEMBRO DEL CDA

Gamaleri: «Freccero ha fatto il prestigiatore con il sondaggio che assolve Luttazzi»

di MARIDA CATERINI

ROMA – Sono stati 4.077.000, record di questa edizione, gli spettatori sintonizzati su «Il raggio verde» che, durante il dibattito sulle volgarità televisive proposte dal «Satyricon» di Daniele Luttazzi e dall’«Ottavo nano» della coppia Dandini-Guzzanti, hanno rivisto, in prima serata, le immagini «incriminate». Ed hanno ascoltato in diretta, l’annuncio, da parte di Freccero, responsabile di Raidue, del ritorno in video di Luttazzi.

In studio, gli ospiti di Michele Santoro, da Mario Landolfi, presidente della Commissione vigilanza Rai a Pippo Baudo, a Gianpiero Gamaleri membro del C.d.A. della Rai, sembravano, talvolta, divertirsi.

Anche lei si è divertito, consigliere Gamaleri?

«Alcune gag erano apprezzabili. Rimane però l’amarezza per la gravità di quanto è accaduto. E resta la condanna degli episodi rilevati, gli slip sfilati da Anna Falchi, gli escrementi nel vassoio offerti a Luttazzi e la parodia dei Padri Pii con le stimmate all’interno de l’Ottavo nano. Lo scopo della satira non è scandalizzare, ma deformare, con ironia, l’evidenza dei fatti. Lo scandalo, nello spettacolo, corrisponde allo scoop esasperato nell’informazione, mostrando atteggiamenti della sfera privata e dell’intimità generalmente coperti dal pudore. Ne consegue che l’esibizione, oltre ad essere contro il buon gusto, abbassa la soglia di sensibilità degli spettatori: se la prima volta colpisce, non dico facendo ridere, ma facendo “piangere”, la seconda volta genera assuefazione. Ma ormai la soglia della sensibilità collettiva è scesa di un gradino verso il basso».

Si è tanto tuonato contro Satyricon e adesso torna in video?

«Carlo Freccero ama i giochi di prestigio, e per uscire dal ruolo del censore, ha tirato fuori dal cappello a cilindro un sondaggio, destinato ad avere successo. Chiamando gli spettatori ad esprimersi sulla continuazione del programma di Luttazzi, ha coinvolto il popolo di Raidue. Io col mio appello a votare contro ho spostato quattro punti percentuali, ma la battaglia era persa fin dall’inizio».

Insomma satira e politica non vanno d’accordo?

«La satira, come in Petronio, dovrebbe unire trasgressione e raffinatezza. Ma il paradosso di questo periodo è che si prevedevano difficoltà nell’informazione politica della Rai, settore che si sta comportando con equilibrio. Le difficoltà sono venute invece dalla satira. Devo dare atto a Santoro che il Raggio verde, venerdì sera, si è inserito nella missione del servizio pubblico di educare il senso critico, fornendo differenti chiavi di lettura di alcune gag che però, come nel caso dei differenti padri Pii, non riuscendo ad essere recepite da determinati target di pubblico, ne hanno pesantemente urtato la sensibilità. Anche Corrado Guzzanti, onestamente, lo ha ammesso».

La discussione fra gli ospiti di Santoro ha toccato anche discutibili aspetti: perché, è stato detto, nelle ovattate e magnifiche stanze del Vaticano, e del suo organo di stampa, ci si interessa con tale insistenza di quel che vuol vedere in Tv l’italiano che magari guagagna solo un milione al mese? Poi Freccero, dopo aver elogiato la gestione del Giubileo da parte della Rai, ha come implicitamente ammesso che si è attesa la fine dell’anno santo per lanciare l’offensiva di una Tv all’insegna della trasgressione. E c’è da chiedersi cosa mai faranno, adesso, Luttazzi e «L’ottavo nano» dopo la strenua difesa del duo Santoro-Freccero. Che ha suscitato le proteste del Codacons per il quale il programma di Santoro è stato fazioso perché non ha fatto parlare i cittadini. Sulla Rai è intervenuta anche l’altra associazione dei consumatori, l’Aduc, che accusa l’Azienda di aver inventato «la censura taroccata» di Satyricon.