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06:29 – sabato 28 aprile 2007

Tre metri sopra il cielo, anzi 3MSC

Tre metri sopra il cielo, ribattezzato dai giovani con tipico stile da sms “3msc”, film di Luca Lucini tratto dall’omonimo libro di Federico Moccia che ha incoronato Riccardo Scamarcio idolo delle teenager, dopo il successo in libreria e al botteghino è approdato anche a teatro. Il protagonista maschile, Step, scelto dopo lunghe selezioni, ha il volto di Massimiliano Varrese, ballerino, attore, cantante, interprete di fiction, tra cui Grandi domani e Carabinieri. Babi è la ventunenne Martina Ciabatti, prescelta fra 700 candidate, alla sua prima significativa esperienza in palcoscenico.

Il sipario si apre sulla magica atmosfera notturna di una città imbiancata da una neve natalizia, ma all’improvviso il silenzio viene interrotto dal rombo delle moto di alcuni ragazzi che irrompono sul palcoscenico, tra i quali comparirà lui, Step: capelli corti, giubbotto scuro e aria da duro, inizia a ripercorre i momenti felici trascorsi insieme a Babi, in una sorta di flashback che riporterà anche il pubblico al giorno in cui il destino fece incontrare proprio loro due, così diversi. Lei è infatti la tipica ragazza di buona famiglia, frequenta il miglior liceo della città, insomma è la figlia modello che tutti i genitori vorrebbero avere. Lui invece è un ribelle, appartiene a un mondo fatto di prevaricazione e violenza. Non affronta i problemi, se li crea.

Il pubblico si ritrova quindi a vivere tutte le fasi dell’innamoramento tra Babi e Step: Babi si ritrova coinvolta in corse clandestine e testimonierà il falso per scagionare Step in tribunale; mentre lui cercherà di svestire i panni da bullo. Ma è un amore difficile, destinato a dover superare mille ostacoli, come l’opposizione dei genitori di Babi, i problemi con la severa professoressa Giacci e soprattutto quelli con la giustizia. La morte improvvisa di Pollo, il migliore amico di Step, causerà in Babi la paura di vivere con “uno che non cambierà mai”. Nella scena finale, Step accende la moto e lascia il pubblico chiedendosi: “Tornerò mai lassù, in quel posto così difficile da raggiungere? Lì dove tutto sembra più bello. Tre metri sopra il cielo…”

Nelle due ore e mezzo di spettacolo, varie volte gli applausi hanno sottolineato i momenti dello spettacolo e una vera ovazione finale ha salutato gli attori. Buona l’interpretazione e la presenza scenica di Massimiliano Varrese, come anche la sintonia di tutto il cast nel canto corale e nel ballo (molto dinamiche le coreografie di Anna Rita Larghi). Varrese ha muscoli e romanticismo a sufficienza per non far rimpiangere Riccardo Scamarcio.

Efficaci e innovative le scenografie di Gabriele Moreschi; rimarchevoli in particolare alcune idee, come il ballo con i manubri dotati di fanale per simulare la corsa delle moto, la passerella sospesa, luogo di romantiche promesse, o le fotocopie del libro di Moccia a decorare le quinte. L’azione è calata in un’atmosfera da tardi anni Ottanta, presente nella prima stesura del romanzo, ed è resa dai costumi di Paola Brunello, con acconciature cotonate, brillantini e giacche “spallate” in bella evidenza.

I testi delle canzoni, eseguite per lo più su sonorità rock, sono efficaci; l’esecuzione dal vivo valorizza in particolare alcune voci, come quella di Martina Ciabatti – vellutata e suadente, davvero straordinaria – insieme con quella di Pollo, l’esilarante Massimiliano Pironti, e quella di Nadia Scherani, la simpaticissima Pallina.

PS: Sulla scia di Babi e Step è spuntato il primo lucchetto a Milano! Dopo Ponte Milvio a Roma anche sul primo ponte dell’Alzaia Naviglio Grande alcuni innamorati hanno chiuso la loro promessa d’amore alla balaustra e lanciato nell’acqua la chiave.

_____COSA HANNO DETTO I PROTAGONISTI

L’ambientazione negli anni Ottanta è una scelta di fedeltà alla prima stesura del romanzo di Moccia, quella del ’92, e il fatto di non ambientare la storia a Roma “è perché la scritta IO E TE, TRE METRI SOPRA IL CIELO si legge sui muri di tutta Italia”, spiega il regista Mauro Simone, “è una storia universale”. Tra le caratteristiche del musical, anche il fatto di essere tutto italiano, come sottolineato dallo stesso Moccia, che ha collaborato alla stesura del testo: “È una bella sfida che da un testo italiano nasca un musical italiano. Un bellissimo e nuovo vestito per la storia di Babi e Step”. Le musiche originali sono state composte da Giovanni Maria Lori, vincitore di 14 concorsi pianistici, e Marcello De Toffoli, una carriera come arrangiatore a fianco di numerosi artisti, tra i quali Enrico Ruggeri, Marco Masini, Ron e Alice. Dichiara il regista Simone: “Non sarà un vero e proprio musical, come quelli di Broadway o del West End, ma qualcosa di più, un concerto rock con musiche e coreografie innovative”.

In effetti c’è musica rock, dance, ma anche italiana, spiega De Toffoli: “Dal momento che lo spettacolo è ambientato negli anni Ottanta, i riferimenti sono sicuramente i Queen, gli altri gruppi internazionali rock e la dance, ma di italiano ci sono le melodie composte da noi. Si tratta di melodie che richiedono un impegno vocale elevato, le estensioni sono di tutto rispetto. Tant’è vero che nella scelta degli interpreti ha influito moltissimo l’aspetto vocale”.

di antonella fassi Tre metri sopra il cielo, anzi 3MSC

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