L’Italia in pillole (amare) 1

Il ministro della Difesa Antonio Martino dichiara : “Abbiamo disarmato solo i cittadini onesti”. E propone leggi più facili: “Porto d’armi all’americana”

La notizia giunge direttamente dai microfoni di Radio Radicale, dalla quale il ministro ha risposto ad un cittadino che gli chiedeva se fosse d’accordo a introdurre anche in Italia una normativa che si richiamasse al secondo emendamento della Costituzione Usa. “Sfidando un po’ il senso comune dei benpensanti – ha dichiarato Martino – sono perfettamente d’accordo. La legislazione restrittiva in materia di possesso di armi ha disarmato quanti obbediscono alle leggi, non i delinquenti. Quando sono state introdotte queste restrizioni non ho visto alle Questure le file dei mafiosi che consegnavano la lupara o i terroristi che consegnavano il kalashnikov. Ho visto ufficiali in pensione che consegnavano la pistola d’ordinanza”. Quindi, ha concluso: “Noi abbiamo disarmato quelli che obbediscono alle leggi e abbiamo finito per lasciare armati quelli che alle leggi non obbediscono. Quindi, anche se non è politically correct, sono d’accordo con lei”. Tutto questo mentre negli USA sta nascendo un movimento di opinione per la restrizione di queste norme, visto e considerato che negli Stati Uniti ogni ora quattro persone vengono uccise con un’arma da fuoco. Nello stesso grande, civilissimo paese dove poi la gente si stupisce dei ragazzini che vanno a scuola armati e manda sulla sedia elettrica adolescenti che hanno sparato in un impeto di follia giovanile, dopo averli candidamente armati.

Revisione della Legge 185

Forse tutto ciò si lega alle pressione delle industrie che producono armi, già attive sul fronte della revisione della legge 185, della quale si discuterà presto alla Camera, che regola il commercio delle armi. La nuova normativa prevede l’abolizione di una serie di restrizioni che renderebbero l’export molto più libero. La legge reca la firma di quel sant’uomo di Previti e la benedizione della sinistra per voce di Minniti.

Per maggiori informazioni www.banchearmate.it.

Per la serie “senti chi parla”: Berlusconi respinge al mittente le accuse della Francia: “Il populismo è in casa vostra”

Berlusconi è più sollevato. Fino ad ora in Europa si parlava dell'”anomalia italiana”. Ora le anomalie rischiano di diventare due, con Le Pen che potrebbe addirittura prendere il posto di Chirac. Il cavaliere può finalmente autolegittimarsi con un trito c’è di peggio. Dichiara, felice di mostrare all’Europa che faceva bene a definire Clown i detrattori francesi, che questi “avevano frainteso completamente la realtà. Non guardavano in casa propria, per guardare una realtà deformata in casa d’altri”. Berlusconi però non ha considerato che, per quanto pericoloso, razzista e delirante sia Le Pen, questi non possiede il monopolio dell’informazione nel suo paese e, grazie alle leggi francesi, non potrà mai arrivare ad averlo. Le Pen al suo confronto mi pare quasi ingenuo: dice tutto quello che pensa veramente e quello che pensa è tragicamente folle, almeno quanto il suo enorme seguito. Ma almeno è diretto, per quanto possa esserlo un politico. Berlusconi invece è solito usare le parole con una disinvoltura ed una fantasia mai viste in un politico. Ma noi sappiamo che un tempo voleva fare il canzoniere. Forse sarebbe stato meglio: nel campo dell’arte il rovesciamento della realtà è lecito. Nella politica è letale.

Cantieri insicuri pur di vincere un appalto. Ora lo permette la legge

In televisione non lo dicono, ma il 18 aprile scorso la maggioranza ha approvato, alla commissione Lavoro del Senato, un emendamento che fa saltare la normativa sulla tutela del lavoro negli appalti, che era stata introdotta, nella legislazione del lavoro, con una legge del governo di centrosinistra. Questa modifica, di fatto, cancella l’obbligo, per le amministrazioni pubbliche, di esigere, al momento di indire le gare d’appalto, il rispetto del contratto nazionale di lavoro e delle norme sulla sicurezza. In caso contrario, l’offerta veniva considerata anomala. L’emendamento ora approvato concede mano libera a quello che Salvi chiama “il fenomeno tristemente noto di offerta al massimo ribasso, che si traduce nel lavoro nero, nella violazione della normativa sulla sicurezza, in incidenti sul lavoro, in concorrenza sleale a danno delle imprese che rispettano leggi e contratti”. Si conferma così la linea del governo, quella di smantellare, con il pretesto della flessibilità, tutele e garanzie, e di trasformare in regole il precariato, il sottosalario, l’indifferenza per la sicurezza dei lavoratori. Si ricorda ai lettori che ogni giorno tre lavoratori perdono la vita.

(notizia presa da L’Unità del 18 aprile 2002: non ci accusate di essere parziali: noi spulciamo i titoli di molti giornali per trovare le notizie: notizie che, al di là del taglio che può assumere nelle diverse testate, sono VERE, ma taciute da molti mass media).

La Bossi-Fini non la vota più neanche il “biancofiore”

Nella Casa delle Libertà non si fa che sbandierare la concordia e l’unità delle varie componenti politiche. Ma per fortuna ogni tanto qualcuno ha uno scatto di dignità, al punto da superare il pensiero unico, ottimo collante in nome del potere. Il disegno di legge Bossi-Fini sull’immigrazione vede in contrasto da una parte l’Udc (Ccd-Cdu), dall’altra la Lega (spalleggiata da Fi e An).

Berlusconi e le liste di proscrizione

Dopo le autolesionistiche esternazioni di Berlusconi in Bulgaria e le reazioni indignate di Biagi, con il suo lodevole editoriale, e Santoro, con la sua declamazione di “Bella ciao”, il cavaliere annuncia solennemente che non ci sarà nessuna “lista di proscrizione” (la sola necessità di questa precisazione è già di per sé inquietante), mentre Baldassarre dichiara che la Rai è libera. Nello stesso giorno Fabio Fazio, già scomparso dalle televisioni, viene invitato cortesemente a non partecipare alla trasmissione di Fiorello. In questo modo Baldassarre conferma di essere veramente un “presidente di garanzia”…

Già che ci siamo, vorrei far notare che in pochi hanno capito il gesto teatrale di Santoro, compresa l’associazione dei partigiani, che si sono sentiti offesi, perché loro la Resistenza l’hanno fatta davvero, ad un regime vero. Santoro a mio avviso voleva rendere omaggio proprio a loro. Non è un caso che i versi finali della canzone non sono stati pronunciati. “Morti per la…”. Per cosa sono morti, se ancora oggi l’Italia rischia di sottostare ad un regime che lede i diritti più elementari, come quello di espressione, sancito dalla Costituzione, ispirata ai valori della Resistenza?

Sabato 20 aprile, incontro al teatro Ambra Jovinelli per solidarietà a Biagi, Santoro e Luttazzi

Eravamo in 3000, dentro e fuori il teatro. Hanno partecipato Santoro, i fratelli Guzzanti, Serena Dandini, Fiorella Mannoia, Nanni Moretti, Paolo Flores D’Arcais, Curzio Maltese, Luca Barbarossa, Lidia Ravera, Piovani, ecc.

Sottolineiamo alcuni interventi:

Paolo Flores D’Arcais propone all’opposizione di recarsi in parlamento con un bavaglio alla bocca, per immortalare una protesta che deve essere divulgata in tutto il mondo: come dire che l’Italia non ci sta alle libertà private di Berlusconi.

Fiorella Mannoia dice (pressappoco): “se l’espressione libera ed artistica del proprio pensiero significa assumere comportamenti criminosi, allora io sono una criminale”

Curzio Maltese invita i cittadini a scrivere un’e.mail o una lettera al Presidente Ciampi per chiedergli di non firmare la legge sul conflitto di interessi. L’indirizzo è: [email protected]

Serena Dandini, invita a non autocensurarsi, poiché le dichiarazioni di Berlusconi in Bulgaria se non avranno l’effetto di una reale censura o epurazione ufficiale, potrebbero spaventare giornalisti, artisti e tutte quelle professionalità che rendono possibile la realizzazione di una trasmissione, di un film, di un libro, dagli editori, alle maestranze ecc. No all’autocensura: occorre coraggio e solidarietà.

Nanni Moretti ha scritto una lettera al Presidente Ciampi per sollecitare un suo intervento sulla libertà d’informazione. Sarà pubblicata e disponibile per essere sottoscritta sul sito www.manipulite.it.

Lidia Ravera propone di autotassarci per acquistare e realizzare una nostra televisione

Corrado Guzzanti, infine, dà una straordinaria definizione di Berlusconi: “la negazione ontologica della democrazia”.

Cardinali americani in Vaticano per il caso dei preti pedofili

Dopo mesi di scandali e di silenzi, finalmente approda in Vaticano il “caso” dei preti pedofili negli Stati Uniti. Oltre 400 le famiglie che hanno denunciato molestie e violenze dei sacerdoti cattolici ai danni dei figli ed oltre 80 i prelati inquisiti, compresi cardinali e vescovi. Mi pongo due interrogativi. Il primo: se esiste un caso USA, volete che non esistano casi italiani, spagnoli, francesi ecc.? Vogliamo credere che tutti i preti pedofili si siano concentrati casualmente negli Stati Uniti? Non sarà che c’è una sistematica opera di insabbiamento? Poco tempo fa ho letto, non ricordo dove, che la Santa Sede aveva inviato le autorità ecclesiastiche a vigilare sul fenomeno e a segnalare casi sospetti al Vaticano, che si sarebbe poi occupato dei colpevoli, personalmente e in segreto. E’ vero che la Santa Sede ha un suo governo ed i suoi organi di sicurezza e giustizia, ma è anche vero che i bambini molestati sono bambini appartenenti ad altri stati laici, Italia, Germania, Francia ecc. Non trovate giusto che i genitori sappiano se il loro parroco è un molestatore e che la trasparenza da parte della Santa Sede sia un dovere morale? Secondo quesito. Perché mai tra i sacerdoti cattolici è tanto diffusa questa perversione? Non sarà a causa del celibato e della repressione sessuale? Non sarà perché, come tutti i desideri repressi, anche il sesso diventa una forza incontrollata e incontrollabile? Perché mai il papa si ostina ad ignorare la causa del problema? E magari a riconoscere che l’introduzione del celibato nelle Chiesa risale all’XI secolo, per volontà di Gregorio VII, che intendeva così arginare il fenomeno dell’ereditarietà dei benefici ecclesiastici e quindi anche delle vocazioni…? Cosa ha a che fare questo con Cristo?