Chiesto il parere della Commissione Allargata dei Ricorsi dell’UEB

sulla brevettabilità di rivendicazioni comprendenti varietà vegetali

Durante una procedura orale tenutasi il 13 ottobre 1997 nell’ambito di un ricorso di fronte all’Ufficio Europeo dei Brevetti (qui di seguito UEB) nel caso T1054/96, la Commissione di Ricorso ha sottoposto alla Commissione Allargata dei Ricorsi una serie di quesiti sull’interpretazione dell’art. 53(b) della Convenzione sul Brevetto Europeo (qui di seguito CBE). A nostro avviso, il più interessante dei quattro quesiti è il n.2, che recita:

Una rivendicazione che riguarda piante, ma nella quale non sono rivendicate singolarmente specifiche varietà vegetali viola il divieto di brevettazione previsto dall’articolo 53(b) CBE anche se, di fatto, comprende delle varietà vegetali?

L’interesse ad una risposta a tale domanda da parte della Commissione Allargata dei Ricorsi sta nel fatto che, come noto, l’art. 53(b) CBE statuisce che

“le varietà vegetali non possono costituire oggetto di brevetto…”

L’interpretazione di questa norma sta acquistando importanza sempre maggiore nella protezione di invenzioni in ambito vegetale. La questione fondamentale è la definizione di varietà, e in particolare se l’introduzione di un gene estraneo all’interno del genoma di una pianta rende il nuovo organismo una varietà vegetale, come tale non brevettabile ai sensi dell’art. 53(b) CBE, o solo una pianta con un gene nuovo, la quale non sarebbe esclusa dalla brevettabilità.

Tuttavia, un fattore ulteriore potrebbe pesare non poco sulla decisione della Commissione Allargata dei Ricorsi. Il 30 luglio 1998 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee la Direttiva 98/44/CE del 6 luglio 1998 sulla protezione giuridica della invenzioni biotecnologiche, il cui art. 4.1.a esclude esplicitamente dalla brevettabilità le varietà vegetali. Tuttavia, il comma 2 dello stesso articolo statuisce che le invenzioni che hanno quale oggetto piante o animali sono brevettabili se l’eseguibilità tecnica dell’invenzione non è limitata ad una determinata varietà vegetale o razza animale. Inoltre, nei considerando 30 e 31 si stabilisce che la varietà è caratterizzata dal suo intero genoma, e che un insieme vegetale caratterizzato da un determinato gene (e non dal suo intero genoma) non è escluso dalla brevettabilità.

In altre parole la Direttiva sulle invenzioni biotecnologiche (che tuttavia non è direttamente applicabile all’interno degli Stati Membri dell’UE) sembrerebbe aver già risposto al quesito sopra riportato nel senso di non considerare una pianta nella quale è stato introdotto un gene una varietà vegetale.

Attendiamo con interesse la decisione della Commissione Allargata dei Ricorsi.

17 febbraio 1999