Economia e Lavoro

Treni veloci che sostano e partono da un’avveniristica stazione in mezzo alla pianura a nord di Reggio. Sono segno di un ambizioso progetto diventato realtà e allo stesso tempo di un pregiudizio caduto all’arrivo del primo convoglio:”Quello che i treni veloci non servivano alla zona Mediopadana”. A parlare è Giuseppe Sciarrone, amministratore delegato di Ntv, la compagnia privata fondata da Luca Cordero di Montezemolo e nata per fare concorrenza a Trenitalia sulle linee ad alta velocità. I suoi treni si chiamano Italo e sono destinati ad aumentare le loro corse per gli utenti della nuova stazione reggiana.

“La settimana prossima – spiega Sciarrone – mettiamo già una nuova fermata che porta a Milano entro le nove del mattino. A dicembre faremo altre sei fermate sul servizio Milano, Bologna, Ancona, quindi collegheremo la stazione Mediopadana con la direttrice adriatica. E altre fermate ancora verranno aggiunte man mano che gli abitanti della zona sceglieranno Italo”.

Il manager di Ntv è stato tra gli ospiti di un convegno organizzato dal Rotary Club sul tema delle potenzialità legate all’opera appena decollata, che per Reggio significa un salto epocale. ‘Sono dei cicli storici che si aprono quando arriva una nuova infrastruttura ferroviaria – ha detto Franco Migliorini, docente di Storia e Cultura del territorio all’Università di Ca’ Foscari -. E’ stato così nell’Ottocento, poi ci sono state le autostrade. Adesso è di nuovo tempo di ferrovia, ad alta velocità, che già si è mangiata un pezzo del mercato aereo”.

Treni veloci vogliono dire più chilometri in meno tempo. Con l’area attorno a Reggio che diventa periferia di grandi centri. La dimensione metropolitana diventa tangibile. “E’ la dimensione della gente che può vedersi quotidianamente che conta – continua Migliorini – Perché se uno sta a cento chilometri ma ci mette mezz’ora la geografia cambia. Quella fisica resta, ma quella relazionale viene stravolta”. La sfida da vincere sta ora nel cambiare l’economia attorno alla stazione. “Deve svilupparsi una macchina che attrae attività – conclude il professore – altrimenti si tratta solo un nodo ferroviario”.