Anche il prodotto contraffatto di scarsa qualità viola i diritti di marchio

La sentenza n. 1305 emessa dalla Corte di Cassazione il 25 settembre 2001 in un caso riguardante la vendita di falsi di qualità assai inferiore agli originali e recanti un marchio contraffatto, apparentemente contraddice la giurisprudenza della stessa Cassazione in materia (vedi notizia sull’argomento).

Il convenuto, accusato di aver venduto falsi jeans recanti il marchio Levis, era stato assolto dalla Corte d’Appello di Firenze con la motivazione che a causa della scarsa qualità dei falsi, nessun consumatore avrebbe potuto confonderli con gli articoli originali. La Cassazione ha stabilito che la Corte d’Appello aveva applicato erroneamente l’art. 474 del Codice Penale (C.P.), secondo il quale

“Chiunque […] introduce nel territorio dello Stato per farne commercio, detiene per vendere, o pone in vendita, o mette altrimenti in circolazione opere dell’ingegno o prodotti industriali, con marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, contraffatti o alterati, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire quattro milioni.”

Secondo la Cassazione, tale norma era stata interpretata come se il suo scopo fosse quello di tutelare gli interessi del consumatore nel caso di vendita di articoli contraffatti (funzione assolta invece dall’art. 517 C.P.). L’art. 474 è inteso invece tutelare gli interessi del titolare dei diritti di marchio, che vengono violati dalla vendita di prodotti contraffatti indipendentemente dal fatto che il consumatore medio possa non essere convinto della genuinità del prodotto. Nell’annullare la sentenza impugnata, la Cassazione ha rilevato inoltre che la Corte d’Appello di Firenze aveva valutato attentamente la questione della qualità del prodotto contraffatto, e se questa fosse sufficiente a trarre in inganno il consumatore, ma aveva omesso di esaminare la qualità dell’imitazione del marchio stesso: secondo la Cassazione, non è possibile dedurre dalla motivazione sulla falsità grossolana del prodotto quella del marchio contraffatto.

5 maggio 2001