Enti, partecipate e privati: i Consumatori danno i voti alla trasparenza

carte dei servizi, presentati i risultati della mappatura che ha coinvolto gli enti gestori dei servizi pubblici locali.

PERUGIA – Contratti e Carte dei Servizi: a che punto siamo in Umbria? A fare luce sulla situazione sono i risultati del progetto presentato a Perugia dai Consumatori. Un progetto che ha coinvolto quattro delle associazioni umbre più rappresentative: Adiconsum, Codacons, Feder consumatori e Movimento Difesa del Cittadino. Lo scopo del progetto è quello di individuare i consorzi e le aziende che svolgono servizi pubblici (partecipate e non) che, secondo quanto stabilito dall’ art. 2 comma 461 della legge 244/2007 (Finanziaria 2008), hanno l’ obbligo di dotarsi e di rendere pubblici il Contratto e la Carta dei Servizi. Il Contratto di Servizio regola gli obiettivi e le linee guida di fornitura del servizio pubblico ed è stipulato tra l’ amministrazione pub blica e l’ ente affidatario. La Carta dei Servizi, che è vincolante per gli operatori ed è parte integrante della disciplina del rapporto, contiene ogni informazione utile sui servizi offerti, sui diritti e sugli obblighi discendenti dal rapporto contrattuale e sulla qualità che l’ operatore si impegna a garantire agli utenti. Pertanto, è il più importante strumento di tra sparenza e di tutela del consumatore, soprattutto alla luce dell’ aumen to delle esternalizzazioni e della privatizzazione dei servizi pubblici. La legge obbliga gli enti non solo a dotarsi di una Carta dei Servizi, ma anche ad adottarla di concerto con le associazioni dei consumatori. Stando ai risultati della ricerca, iniziata nel giugno 2014, in Umbria esistono 213 società che gestiscono servizi pubblici (alle quali se ne devono aggiungere altre 42 in liquidazione). Le aziende sono state contattate via mail dalle associazioni e, dopo ripetuti solleciti, ad oggi la situazione che si presenta è questa: 52 aziende hanno risposto di avere la Carta dei Servizi sul proprio sito o l’ hanno inviata via mail; 69 hanno scritto con varie motivazioni di non avere l’ obbligo di possedere Carte dei Servizi o di non averle adottate; di 52 si è ancora in attesa di risposta e per altre 40 non c’ è stata possibilità di contatto né telefonico né postale. I dati dettagliati verranno inseriti nei primi giorni di agosto sui siti delle associazioni dei consumatori che hanno realizzato la ricerca. In una fase successiva si approfondirà e si studierà il contenuto delle Carte in essere per verificare la corrispondenza con gli standard previsti dalla legge e, allo stesso tempo, le aziende che non abbiano ancora risposto o che rilevino inesattezze potranno far riferimento alle associazioni per provvedere alle dovute rettifiche. Da settembre, infine, partiranno le diffide per l’ adozione di Carte condivise. Per ora i risultati non sono incoraggianti, ma nulla esclude che in futuro si possa compiere quel salto di qualità tanto “chiacchierato” nel la regolazione dei servizi.