In bagno al bar? Mille lire

La Confesercenti: non può essere più un servizio gratuito

La richiesta dell’associazione dei commercianti all’assessore Cioffarelli, che replica: qualcosa di certo cambierà

ROMANA LIUZZO

Mille lire per fare pipì. Tanto potrà costare usufruire di un bagno all’interno di un pubblico esercizio della capitale. Una tassa sì, esigua, ma pur sempre una piccola tassa. Lo hanno chiesto a spada tratta i commercianti romani aderenti alla Confesercenti in un vertice che si è svolto ieri in via dei Cerchi, e certamente la questione farà discutere per i prossimi giorni. Nel faccia a faccia tra Antonio Nori, leader della categoria e l’assessore competente Franco Cioffarelli, si sono trattati anche altri argomenti caldi in vista dell’autunno.

Certo è che il tema dei bagni all’interno dei bar romani è stato, tra i tanti trattati, quello su cui si è dibattuto di più. E non è escluso, a sentire gli interessati, che si possano avere novità a breve. Tanto più che in passato su questa questione era stato fatto un vero e proprio censimento. Risultato: dei poco più di duemila bagni pubblici all’interno di ristoranti e bar solo un terzo era risultato perfettamente fruibile. «Roma è sempre di più una città turistica, invasa di pellegrini e di gente che va e viene – ha spiegato Nori – il bagno non può essere un servizio offerto gratuitamente dall’esercente. E’ il Comune che dovrebbe allestire i wc per pellegrini e turisti, come avvenuto per l’afflusso massiccio di fedeli durante il Giubileo dei giovani. Se ciò non accade l’esercente ha diritto ad avere quanto meno un piccolo rimborso per le spese». Spese? «Avere un bagno costa al barista o al ristoratore, luce, saponi e una persona per le pulizie. Soprattutto considerando che spesso ci sono vere e proprie file di persone che entrano nei locali solo per fare pipì, non acquistando nulla. Il che significa che se ci va tanta gente, bisogna pulirlo di più». Cosa che non sempre accade, va detto. Comunque con una qualunque forma di pagamento, forse il servizio potrebbe essere migliore, chissà… La questione della tassa per i wc dei bar e ristoranti è ora sul tavolo dell’assessore Cioffarelli che fa sapere: «E’ un progetto che va studiato nei dettagli. Qualcosa certo cambierà presto». E Nori rincara la dose: «Oltretutto avere dei bagni all’interno di un bar è anche pericoloso, troppe volte ormai capita che se ne servano i tossicodipendenti con molti rischi per il proprietario e per i clienti».

Ma durante l’incontro di ieri l’abbiamo detto s’è parlato anche d’altro. Un altro tema è stato quello dell’arredo urbano per i locali che dispongano di occupazione di suolo pubblico che a Roma, anche grazie al clima mite e alle piazze a disposizione, sono sempre di più. In vista c’è una speciale delibera che obbligherà gli esercenti a rendere uguali sedie, tavoli e ombrelloni. Un solo architetto o una ditta studierà quale sarà il colore e il materiale più adatto al centro storico, poi, i commercianti dovranno adeguarsi. Che gli piaccia o no. Un po’ come è avvenuto per il mercato di Campo de’ Fiori.